46) Revel. Non inganno, ma autoinganno.
Partendo dall'opera L'accecamento di C. Jelen, Revel dimostra che
prima ci fu il desiderio degli occidentali di essere ingannati
sulla realt dei paesi comunisti, poi quello dei sovietici di
ingannarli.
J.-F. Revel, La connaissance inutile [La conoscenza inutile,
1988].

 La superiorit dell'intellettuale sul resto della specie Homo
sapiens, in effetti, sta nella predisposizione non solo a
trascurare per pigrizia le conoscenze di cui dispone, ma anche a
cancellarle di proposito laddove entrano in conflitto con la tesi
che si vuole avvalorare. La menzogna volontaria ha prodotto spesso
i suoi effetti nefasti. Per esempio, si tende a ritenere che gli
intellettuali di sinistra dell'Occidente abbiano ignorato la reale
natura del regime sovietico per parecchi decenni di questo secolo,
dapprima perch pieni di legittima e generosa fiducia nei pregi
del nuovo governo, poi perch accecati dalla censura e dalla
propaganda staliniana.
Questa interpretazione dei fatti  falsa. Inverte l'ordine degli
eventi, come ha dimostrato Christian Jelen nel suo L'Aveuglemnt,
una ricerca storica fondata su documenti finora sconosciuti o
inediti. Questa fallace ricostruzione dei fatti fu elaborata a
posteriori per discolpare i responsabili. La verit ristabilita e
dimostrata da Christian Jelen nel caso specifico, ma esemplare,
dei socialisti francesi  che la menzogna  nata in Occidente. La
falsificazione del reale carattere della dittatura leninista
costitu un'operazione intenzionale, frutto dell'iniziativa dei
socialisti francsi, gi prima della scissione di Tours (dicembre
1920), in un periodo in cui il giovane Stato bolscevico non
disponeva evidentemente di nessun servizio di propaganda per
l'estero e in cui non esisteva ancora alcun partito comunista
occidentale in grado di manipolare i fatti. L'inganno fu inventato
dagli ingannati, non dagli ingannatori.
In principio, effettivamente, regn la verit. Dal 1917 in poi la
sinistra francese conobbe e cap in modo completo e preciso la
natura dittatoriale, poliziesca, antidemocratica e, secondo tutti
i principi canonici, antisocialista del potere bolscevico. A quel
tempo, il colpo di Stato dell'Ottobre non era ancora stato
ribattezzato col nome di rivoluzione. Sempre a quel tempo
s'erano tirate le logiche conseguenze delle elezioni svoltesi dopo
l'Assemblea costituente, che assegnavano il 75% dei seggi alle
formazioni ostili ai bolscevichi. I socialisti francesi, com'
naturale, chiamarono all'inizio col suo vero nome il secondo golpe
di Lenin: lo scioglimento con un colpo di mano nel gennaio 1918 di
quella stessa Assemblea che aveva la colpa di accogliere un gruppo
bolscevico fortemente minoritario, rivelando quindi che il
comunismo non rispecchiava la volont generale. Il corrispondente
dalla Russia dell' Humanit, a quel tempo ovviamente socialista,
invia in Francia una serie di articoli dall'ottobre 1917 al
gennaio 1918: un lavoro giornalistico onesto e competente, che
unisce all'obiettivit dei servizi la perspicacia dell'analisi
politica.
Dir di pi: dal novembre 1918 al marzo 1919, la Lega dei diritti
umani di Parigi procede all'ascolto di numerosi e qualificati
testimoni, francesi e russi, per la maggior parte socialisti o
vicini ai socialisti. La commissione incaricata conta alcuni fra i
pi grandi nomi della letteratura, della scienza, della filosofia,
della storiografia, dell'economia, della sociologia, della
politica: Anatole France, Paul Langevin, Charles Gide, Victor
Basch, Clestin Bougl, Charles Seignobos, Alphonse Aulard, Albert
Thomas, Marius Moutet, Marcel Cachin e Sverine, l'ex
collaboratrice di Jules Valls. Si noti che sono tutti
intellettuali. Alcuni di loro compariranno pi tardi nel gotha del
Partito comunista. Ho letto il verbale completo del
dattiloscritto, grazie a Christian Jelen che  riuscito a
reperirne una copia in una biblioteca privata, giacch gli archivi
della Lega dei diritti umani andarono distrutti in un incendio.
Quella lettura ha significato per me un'illuminazione storica.
Leggendo il verbale ci si pu render conto del fatto che sin dal
1918 si poteva sapere, anzi si sapeva, e i responsabili politici e
intellettuali ai livelli pi alti sapevano gi tutto sul
dispotismo sovietico, giacch il sistema si  quasi interamente
organizzato fin dal primo anno della sua esistenza.
Cosa  successo nel 1918 e nel 1919? I socialisti francesi
cominciano a voler negare la verit. Nel gennaio 1918, una
frazione allora minoritaria ma molto attiva nella SFIO (nome del
partito socialista francese fino al 1971: Sezione francese
dell'Internazionale operaia) si ribella agli articoli - troppo
obiettivi! - del corrispondente dell' Humanit dalla Russia, e
ottiene dalla direzione del quotidiano di non farli pi passare.
Cos la sinistra inaugura brillantemente quella tradizione di
censura che non ha ancora smesso di risorgere ai nostri giorni, in
dosi variabili, e in funzione della credibilit, dapprima in
favore dell'URSS, poi via via della Cina, di Cuba, del Vietnam,
della Cambogia, dell'Angola, della Guinea, del Nicaragua, di vari
paesi del terzo mondo etichettati come socialisti. Un anno dopo,
le atrocit gi date per certe dalla Lega per i diritti umani
cominciarono a essere minimizzate cinicamente per insabbiare i
fatti o interpretarli speciosamente per giustificarli. I due pi
autorevoli storici della Rivoluzione francese, Alphonse Aulard e
soprattutto Albert Mathiez, assolvono i bolscevichi e le loro
esecuzioni di massa con gli stessi argomenti che usano per
scusare, se non per esaltare, il Terrore del 1793-94.
L'accerchiamento, vero o supposto che sia, da parte del nemico
esterno rende legittime tutte le proscrizioni contro i nemici
interni, cio contro tutti, capi bolscevichi esclusi. La
responsabilit dei crimini del comunismo ricade sugli avversari,
possibilmente reali, altrimenti immaginari. I primi scacchi
economici di quella che sar una lunga e cronica sequenza vengono
spiegati, soprattutto nel loro persistere con le circostanze
eccezionali, con l'eredit zarista, con il blocco delle
potenze capitalistiche - anche se il presidente americano Wilson
e il primo ministro britannico Lloyd George fanno o faranno in
seguito dichiarazioni di simpatia e offerte di aiuti economici al
nuovo governo. La fabbrica delle menzogne si mette in moto da
sola.
J.-F. Revel, La conoscenza inutile, Longanesi, Milano, 1989,
pagine 351-354.
